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 Pubblicata il 12/05/2014

 

DIFFERENZA UOMO E DONNA NELLO SPORT


Il dibattito sullo sport al maschile e su quello al femminile trova sempre occasione per essere riavviato e, probabilmente, non finirà mai di essere al centro delle discussioni tra appassionati, come tra gli addetti ai lavori, come tra gli scienziati dello sport.
In ogni caso, però, il confronto deve essere un momento di sintesi sulla ricerca di settore, o uno strumento per trovare delle soluzioni alle problematiche evidenziate, o per trovare possibili punti d’incontro laddove le divergenze possono bloccare il dibattito.

DIFFERENZE TRA I SESSI
Fisiologicamente donne e uomini sono diversi; in particolare nello sport, dove la fisiologia è alla base della possibilità di esprimere movimento.
Le principali differenze tra i sessi, possono essere identificate nella seguente serie di variabili:

1. Fattori antropometrici: Lo sviluppo fisico, determina nelle donne un maggior sviluppo delle cosce, un bacino più ampio e un baricentro più basso che contribuisce allo sviluppo di un maggior senso dell’equilibrio. Negli uomini, invece, si registra uno sviluppo più accentuato di spalle e busto e, globalmente, un livello più alto di muscolazione che consente loro di poter esprimere prestazioni di forza e velocità più elevate.

2. Peso e composizione corporea: Mediamente, le donne pesano di meno ma hanno una percentuale di massa grassa più elevata (25% contro 15% degli uomini). La maggiore dotazione di massa grassa, però, risulta vantaggiosa per le donne che praticano nuoto, in quanto favorisce il galleggiamento, soprattutto delle gambe, determinando minor dispendio energetico e vantaggi rispetto all’idrodinamicità.

3. Muscoli e forza: In rapporto alla massa corporea, la muscolazione negli uomini è sicuramente più elevata (45% contro il 36% delle donne) in dipendenza, soprattutto, dell’influenza di fattori ormonali (testosterone). Pertanto, nelle discipline sportive che richiedono notevoli livelli di
forza, velocità e potenza, gli uomini hanno degli indubbi vantaggi. In assoluto, però, considerando le altre differenze di ordine antropometrico e di composizione della massa corporea, la donna esprime livelli di forza corrispondenti, circa, al 75% di quella dell'uomo. Anche per questo motivo, negli sport dove capacità fisiche come la forza e la velocità sono meno determinanti, le donne possono competere sullo stesso piano.

4. Apparato cardiocircolatorio : Il cuore delle donne è strutturalmente più piccolo di quello degli uomini. Di conseguenza rileviamo: un minor volume di sangue circolante; una minore gittata cardiaca (-25%); una più bassa capacità di trasporto dell’ossigeno ematico. E’ evidente che tali
condizioni risultino particolarmente influenzanti le prestazioni delle donne nelle discipline sportive aerobiche.

5. Mobilità articolare : Gli uomini presentano valori di flessibilità articolare maggiori rispetto alle donne nei distretti del tronco e delle spalle; le donne, invece, valori più importanti nella parte inferiore del corpo.

FASI DI ACCRESCIMENTO
Fino alla pubertà, ragazze e ragazzi competono negli sport senza evidenti disparità. Probabilmente, le
maggiori differenze, in questa fase, sono dovute più all'esperienza che al sesso e sono legate ad
abitudini e ad atteggiamenti culturali.
Successivamente le ragazze diventano più alte, più coordinate e aumentano di peso. Mediamente, l’accrescimento staturale delle ragazze si conclude quando raggiungono l'età di 15-16 anni, mentre i ragazzi continuano a crescere fino ai 20-21 anni.

FASE ADULTA
L’uomo presenta vantaggi insormontabili, grazie al testosterone, all'emoglobina e alla maggiore
massa muscolare, infatti, il suo organismo produce, quotidianamente, quantità di testosterone notevolmente più elevate. Ció determina la possibilità di esprimere una maggiore forza fisica; ha uno scheletro che gli fornisce un vantaggio strutturale; ha muscoli e tendini più resistenti.
La donna, invece, è dotata di un organismo che, dal punto di vista metabolico, necessita di meno calorie
per mantenere in funzione, al meglio, tutti gli apparati; è superiore all'uomo per acquaticità , flessibilità, elasticità muscolare e mobilizzazione degli acidi grassi.

INIZIO E FINE DELLA CARRIERA SPORTIVA
Ad un avvio precoce allo sport che non evidenzia differenze evidenti tra uomini e donne, si contrappone una netta diversità di genere legata all'abbandono della carriera sportiva. Tendenzialmente "le donne smettono prima degli uomini: la maggioranza delle atlete evidenzia un abbandono "precoce“, talvolta, ancora nel pieno del vigore fisico, spesso, a causa delle difficoltà connesse alla gestione degli impegni familiari e alla nascita dei figli. Per gli uomini, il momento coincide con il fisiologico calo prestazionale e fisico che non permette più di ottenere i risultati previsti o sperati.

ACCORGIMENTI E STUDI SCIENTIFICI
Il tema della comparazione della prestazione sportiva tra uomo e donna è molto complesso e richiama la necessità dell’adozione di un approccio scientifico.
Facendo riferimento alla maratona, ad esempio, la differenza tra il record mondiale maschile e quello femminile è inferiore al 9%. Se i dati vengono analizzati in un’ottica di complessità, si può evidenziare la non correttezza delle risultanze in quanto, tra l’altro, non è stata considerata la variabile doping.
Anche i lavori scientifici che hanno studiato il fenomeno non sono concordi nei risultati evidenziati. Di seguito, se ne riportano alcuni esempi.
• L’Università di Oxford ha commissionato una ricerca che aveva per oggetto la verifica di possibili ricorrenze nell’analisi delle prestazioni. L’indagine ha comparato i risultati cronometrici delle medaglie d'oro Olimpiche maschili e femminili dell'ultimo secolo, rilevando una tendenza regolare relativa al progressivo accorciamento del gap del livello delle prestazioni femminili rispetto a quelle maschili. Se il trend rilevato dovesse confermarsi, è stato stimato che, nelle Olimpiadi del 2156, le donne correranno più veloci degli uomini.

• Diversi ricercatori hanno analizzato i dati dei vincitori delle Olimpiadi dal 1900 al 1992 in cinque gare di atletica leggera, evidenziando che le donne miglioravano i propri tempi a un tasso due volte più rapido degli uomini. Le loro proiezioni prevedevano l’annullamento del gap entro la fine del secolo XX. Evento che, però, non si è realizzato.
• Il direttore del Dipartimento di Scienza e ricerca inglese, analizzando i dati delle Olimpiadi, sostiene che le prestazioni delle atlete si stanno avvicinando a quelle degli uomini, ma non ci sarà mai un sorpasso.

DIRITTI DELLE DONNE NELLO SPORT.
La Carta del 1985 evidenzia un grande numero di diseguaglianze tra donne e uomini in campo sportivo e sottolinea l’importanza di rimuovere le forti barriere culturali che impediscono il reale coinvolgimento delle donne nella pratica sportiva. La qualità di una società dipende inesorabilmente dai pari diritti per tutte le persone.
Bisogna cominciare dalle infrastrutture: nell’ambito degli impianti sportivi, attrezzare una zona women friendly, allocare le risorse finanziarie in maniera equa a tutti i gruppi presenti all’interno delle società sportive, per dare a tutti una reale occasione, sviluppare opportunità sportive nelle zone più deprivate, trasformare le organizzazioni sportive, inserendo le donne in varie aree e ruoli.
Creare programmi e progetti per lo sviluppo della pratica sportiva femminile, dato che  cercando forma di collaborazione con altri soggetti, quali ministeri con compiti diversi. Includere chiare clausole antisessiste negli statuti. Diffondere corrette informazioni per combinare sport e maternità.
Nei percorsi scolastici, fornire tutti gli strumenti necessari all’autogestione della propria fisicità e corporeità, che restino come patrimonio delle persone per la costruzione di un sano stile di vita attivo. Occorre una formazione specifica per i docenti che debbono utilizzare comportamenti, linguaggi, competenze e procedure che approccino la sfera «attività fisica» in un’ottica positiva.

 

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